Nuova Sabatini 2026: la guida completa al contributo per macchinari e tecnologie digitali
Oltre 4 miliardi di euro stanziati, sportello sempre aperto, PMI di tutti i settori ammesse. La Nuova Sabatini è uno degli incentivi più longevi e più richiesti d'Italia — ma pochissimi conoscono davvero il meccanismo che la fa funzionare.
· 8 min di lettura · Redazione Ok Bando
Il bando in 30 secondi
- Chi lo eroga: Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)
- Per chi: micro, piccole e medie imprese di tutti i settori, operanti su tutto il territorio nazionale
- Cosa finanzia: acquisto o leasing di beni strumentali nuovi, macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software, tecnologie digitali 4.0
- Forma: contributo a fondo perduto sugli interessi di un finanziamento bancario agevolato
- Investimento ammissibile: da 20.000 € a 4.000.000 €
- Dotazione: oltre 4,1 miliardi di euro (sportello a esaurimento fondi)
- Sportello: aperto — domande in qualsiasi momento dell'anno bancario
Cos'è davvero la Nuova Sabatini (e perché non è un semplice prestito)
Il nome "Nuova Sabatini" circola da anni, ma il meccanismo viene spesso frainteso. Non si tratta di un prestito erogato dallo Stato: è un'agevolazione su un finanziamento bancario ordinario, strutturata in due momenti separati.
Primo momento: la tua banca (o la società di leasing) eroga il finanziamento — ai tassi agevolati previsti dalla misura — per acquistare i beni strumentali. Secondo momento: il MIMIT ti versa un contributo a fondo perduto pari a una quota degli interessi che altrimenti pagheresti. In pratica, lo Stato ti rimborsa una parte del costo del denaro, abbattendo il costo effettivo dell'investimento.
Il vantaggio? Non rinunci alla liquidità aziendale, non dai garanzie personali aggiuntive (il Fondo di Garanzia PMI copre fino all'80% del finanziamento), e il contributo arriva anche in un'unica soluzione anticipata se l'importo è ≤ 200.000 €.
Chi può fare domanda
La platea è volutamente ampia. Sono ammesse micro, piccole e medie imprese costituite in qualsiasi forma giuridica (anche ditte individuali), iscritte al Registro Imprese, con sede operativa in Italia, che:
- Non si trovano in stato di difficoltà finanziaria ai sensi della normativa UE sugli aiuti di Stato;
- Non hanno posizioni debitorie con il sistema bancario classificate come "sofferenze";
- Sono in regola con il versamento dei contributi previdenziali (DURC regolare).
Sono esclusi i settori della pesca, dell'acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli e, parzialmente, le attività finanziarie. Tutti gli altri settori ATECO sono ammessi.
Cosa si può comprare (e cosa no)
I beni devono essere nuovi — nessun usato — e funzionalmente collegati all'attività d'impresa. Le categorie ammesse coprono praticamente tutto il ciclo produttivo:
- Macchinari e impianti produttivi (linee di produzione, presse, torni CNC, forni industriali…)
- Attrezzature specifiche per l'attività
- Hardware e reti LAN/WAN
- Software, sistemi gestionali, ERP, CRM
- Tecnologie 4.0 (robot collaborativi, sistemi di realtà aumentata, piattaforme IoT, cloud per l'industria): per questi il contributo è maggiorato
Sono invece escluse le spese per immobili, terreni, autoveicoli non strettamente strumentali, IVA, spese di manutenzione ordinaria e beni usati o ricondizionati.
Quanto vale il contributo: i numeri che contano
Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento a 5 anni (o 7 anni per i beni 4.0), applicando un tasso convenzionale del 2,75%:
| Tipo di investimento | Aliquota contributo | Esempio (inv. 100.000 €) |
|---|---|---|
| Beni standard | 2,75% annuo sugli interessi | ~7.200 € di contributo totale |
| Beni tecnologici 4.0 | 3,575% annuo sugli interessi | ~12.800 € di contributo totale |
| Investimenti nel Mezzogiorno | 3,575% (maggiorazione automatica) | Come beni 4.0 |
Il contributo non è mai una percentuale fissa sull'investimento, ma cresce linearmente con l'importo. Su un investimento di 500.000 € in beni standard, il contributo si aggira intorno ai 36.000 €; per beni 4.0 supera i 64.000 €. Non è la percentuale più alta sul mercato — la Sabatini premia la semplicità e la certezza dell'erogazione, non la percentuale massima.
Come funziona la domanda: step by step
- Individua la banca o la società di leasing: deve essere convenzionata con MIMIT e ABI. L'elenco è pubblico sul sito MIMIT. Puoi anche passare per il tuo istituto di credito abituale se è convenzionato.
- Presenta la domanda alla banca: la banca istruisce la pratica e, se il finanziamento viene deliberato, trasmette la domanda al MIMIT per il contributo. Non accedi al MIMIT direttamente.
- Ricevi la prenotazione del contributo: il MIMIT risponde con una comunicazione di prenotazione. Da questo momento hai 12 mesi per stipulare il contratto e avviare l'acquisto.
- Acquisti i beni e rendiconti: entro 12 mesi dalla stipula del contratto, devi ultimare l'acquisto e inviare al MIMIT la documentazione (fatture, quietanze di pagamento, dichiarazione beni).
- Ricevi il contributo: in un'unica soluzione (se ≤ 200.000 €) o in quote annuali.
Il punto critico: la tracciabilità dei pagamenti
Il controllo più frequente in sede di istruttoria riguarda la tracciabilità dei pagamenti. Ogni fattura deve essere saldata con bonifico bancario intestato all'impresa beneficiaria, da un conto dell'impresa stessa. Pagamenti in contanti, assegni, o bonifici da conti personali del titolare sono cause dirette di revoca. La stessa regola vale per i canoni di leasing: devono partire dal conto aziendale.
Un altro punto critico: i beni non possono essere acquistati prima della delibera bancaria. Fatture emesse o pagamenti effettuati prima della delibera rendono la spesa non ammissibile — anche se il finanziamento viene poi approvato.
Nuova Sabatini vs. credito d'imposta 5.0: quale scegliere?
Spesso le PMI si chiedono se sia meglio la Nuova Sabatini o il Piano Transizione 5.0 (credito d'imposta per investimenti in digitalizzazione e risparmio energetico). La risposta dipende dal profilo fiscale e dalla liquidità:
- Sabatini: genera cassa reale (il contributo arriva come bonifico), non richiede capienza fiscale, è adatta anche a chi ha poca IRES/IRPEF da compensare. Percentuale di agevolazione più bassa, ma certezza del beneficio.
- Transizione 5.0: percentuali più alte (dal 35% al 45% per i beni più rilevanti), ma il beneficio è un credito d'imposta da usare in compensazione F24. Se sei in perdita o hai già poca imposta, rischi di non riuscire a sfruttarlo.
- Cumulo possibile: Sabatini e Transizione 5.0 sono cumulabili sullo stesso investimento, nei limiti dell'intensità massima di aiuto (100% della spesa ammissibile complessiva).
Come Ok Bando monitora questo incentivo
La Nuova Sabatini è nel nostro catalogo con monitoraggio attivo delle dotazioni residue. Lo sportello è soggetto a sospensioni temporanee quando le prenotazioni superano la disponibilità: negli ultimi anni ci sono stati blocchi di alcune settimane prima che nuove risorse venissero sbloccate. Ti notifichiamo quando lo sportello riapre, così non perdi la finestra giusta.
Verifica se la Nuova Sabatini fa per la tua impresa
Registrati con la tua P.IVA: controlliamo ATECO, dimensione aziendale e compatibilità con il Fondo di Garanzia PMI, e ti mostriamo tutti gli incentivi attivi per il tuo investimento.
Verifica gratis la mia compatibilitàFonte ufficiale: scheda Nuova Sabatini su MIMIT · Esplora tutti i bandi aperti
Articoli correlati: Fondo perduto, credito d'imposta e finanziamento agevolato: le differenze · I 7 errori che fanno bocciare una domanda