Fondo perduto, credito d'imposta, finanziamento agevolato: le differenze che contano
Tre parole che sembrano sinonimi e non lo sono affatto. Ecco cosa incassi davvero in ciascun caso, quando lo incassi e cosa devi rendicontare.
· 7 min di lettura · Redazione Ok Bando
Quando si parla di «bandi» e «incentivi» si tende a mettere tutto nello stesso calderone. In realtà, la forma dell'agevolazione cambia radicalmente quanto vale davvero per la tua impresa, quando arriva il beneficio e quanto lavoro amministrativo ti aspetta. Vediamo le tre forme più comuni, con numeri concreti.
1. Contributo a fondo perduto
È la forma più desiderata: l'ente ti eroga una somma di denaro che non devi restituire. Copre in genere una percentuale delle spese ammissibili (dal 30% all'80%, a seconda della misura).
- Cosa incassi: un bonifico sul conto aziendale.
- Quando: quasi sempre dopo aver sostenuto e rendicontato le spese. Alcune misure prevedono un anticipo (di solito con fideiussione).
- Cosa rendiconti: fatture quietanzate, bonifici tracciabili, relazione finale. La tracciabilità dei pagamenti è il punto dove cadono più imprese.
- Fisco: nella maggior parte dei casi il contributo è un ricavo tassabile (salvo esenzioni espressamente previste dal bando).
Esempio: voucher digitalizzazione camerale, 50% su 10.000 € di spese software → incassi 5.000 € circa 3-6 mesi dopo la rendicontazione.
2. Credito d'imposta
Qui non arriva alcun bonifico: il beneficio è una riduzione delle imposte e dei contributi che paghi, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.
- Cosa incassi: nulla in cassa — risparmi sui versamenti fiscali futuri.
- Quando: dall'anno successivo alla spesa, spesso in più quote annuali.
- Cosa rendiconti: certificazioni (a volte serve il revisore), perizie tecniche per i crediti 4.0/5.0, comunicazioni preventive al ministero.
- Attenzione: se non hai abbastanza imposte da compensare (es. sei in perdita), il credito può restare inutilizzato per anni.
Esempio: credito d'imposta beni strumentali 4.0 al 20% su un macchinario da 50.000 € → 10.000 € di F24 in meno, spalmati in 3 anni.
3. Finanziamento agevolato
È un prestito: i soldi arrivano subito ma vanno restituiti. L'agevolazione sta nel tasso (spesso zero o quasi), nella durata lunga, nel preammortamento o nella garanzia pubblica che sostituisce le garanzie personali.
- Cosa incassi: l'intero importo finanziato, subito o per stati di avanzamento.
- Quando: in genere entro poche settimane dalla delibera.
- Cosa restituisci: il capitale, secondo un piano di ammortamento; il vantaggio economico reale è la differenza rispetto a un prestito bancario di mercato.
- Bonus frequente: molte misure (es. Invitalia) combinano finanziamento agevolato + una quota a fondo perduto.
Esempio: Nuova Sabatini o fondo rotativo regionale a tasso zero su 100.000 € in 6 anni → risparmio di interessi nell'ordine di 15-20.000 € rispetto al canale bancario.
Tabella riassuntiva
| Fondo perduto | Credito d'imposta | Finanz. agevolato | |
|---|---|---|---|
| Liquidità in cassa | Sì, a rendicontazione | No (risparmio F24) | Sì, subito (da restituire) |
| Restituzione | No | No | Sì |
| Tempi del beneficio | 3-12 mesi | 1-3 anni | Settimane |
| Burocrazia | Alta | Media-alta | Media |
| Rischio principale | Errori di rendicontazione | Incapienza fiscale | Sovraindebitamento |
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