Conto Termico 3.0: il contributo a fondo perduto del GSE per caldaie, pompe di calore e solare termico nelle imprese
1,5 miliardi di euro, sportello aperto fino al 2035, contributo a fondo perduto erogato in conto capitale. Il Conto Termico 3.0 è lo strumento più diretto per finanziare la transizione energetica degli edifici produttivi — ma ha regole proprie che pochi conoscono davvero.
· 8 min di lettura · Redazione Ok Bando
Il bando in 30 secondi
- Chi lo eroga: GSE — Gestore Servizi Energetici, su decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
- Per chi: imprese private, Pubbliche Amministrazioni, persone fisiche proprietarie di immobili
- Cosa finanzia: interventi di efficienza energetica (isolamento termico, sostituzione impianti di climatizzazione, pompe di calore) e fonti rinnovabili termiche (solare termico, biomassa, geotermia)
- Forma: contributo a fondo perduto erogato in rate annuali (o unica soluzione per importi bassi)
- Contributo massimo per imprese: fino a 46.150.000 € per singolo intervento
- Dotazione: 1.500.000.000 € complessivi
- Periodo di accesso: aperto dal 25 dicembre 2025 al 31 dicembre 2035
Dal Conto Termico 2.0 al 3.0: cosa cambia e perché importa
Il Conto Termico non è una novità: esiste dal 2013. La versione 3.0, introdotta con il DM dicembre 2025, aggiorna e amplia il precedente decreto 2016 (CT 2.0), con tre novità strutturali che lo rendono significativamente più conveniente per le imprese:
- Aliquote di incentivo aumentate: per le principali tipologie di intervento le percentuali di contributo sono salite mediamente del 10-15% rispetto al CT 2.0.
- Massimali di spesa più alti: il contributo massimo per singolo intervento aziendale è passato da 5 milioni a oltre 46 milioni di euro, aprendo la misura a interventi di scala industriale.
- Nuove categorie ammissibili: sono stati inclusi interventi di integrazione con sistemi di accumulo termico, reti di teleriscaldamento e raffreddamento efficienti, e interventi sugli impianti di processo industriale (non solo sulle utenze civili).
Gli interventi ammissibili per le imprese: cosa finanzia davvero
Il CT 3.0 finanzia due grandi categorie di intervento, con percentuali di contributo diverse:
Categoria A — Incremento dell'efficienza energetica degli edifici
- Isolamento termico dell'involucro edilizio (cappotto esterno o interno, sostituzione serramenti)
- Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza
- Sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione ad alta efficienza
- Impianti di cogenerazione ad alto rendimento abbinati a sistemi di riscaldamento
- Sistemi di building automation per il controllo intelligente degli impianti termici
Contributo tipico: dal 30% al 65% della spesa ammissibile, in base alla tipologia di intervento e alla zona climatica dell'edificio.
Categoria B — Produzione di energia termica da fonti rinnovabili
- Solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento
- Impianti a biomassa (caldaie, stufe, teleriscaldamento locale) con alte efficienze e limitate emissioni
- Pompe di calore geotermiche (sonde verticali, scambiatori orizzontali, acqua di falda)
- Sistemi ibridi rinnovabili + gas ad alta efficienza
Contributo tipico: dal 40% al 65% della spesa ammissibile, con premi aggiuntivi per interventi combinati.
Come si calcola il contributo: la logica dei "kWh incentivati"
Qui sta la particolarità del Conto Termico rispetto agli altri incentivi: il contributo non si calcola semplicemente come percentuale delle spese, ma è proporzionale all'energia prodotta o risparmiata dall'intervento (misurata in kWh termici all'anno).
Il processo è il seguente:
- Si stima il risparmio energetico annuo (o la produzione da rinnovabile) usando le formule semplificate del decreto o mediante diagnosi energetica certificata.
- Si moltiplica il risparmio annuo per il coefficiente di incentivazione specifico dell'intervento (espresso in €/kWh) e per il numero di anni di incentivazione (5 anni per gli interventi di efficienza, 2 anni per le rinnovabili).
- Il risultato è il contributo complessivo, erogato poi annualmente per la durata del periodo di incentivazione.
Esempio pratico: un'azienda manifatturiera installa una pompa di calore da 200 kW termici per il riscaldamento del capannone, con un risparmio stimato di 350.000 kWh/anno rispetto al generatore a gas precedente. Applicando il coefficiente di incentivazione tipico per questa categoria e zona climatica C (circa 0,045 €/kWh), il contributo è 350.000 × 0,045 × 5 anni = 78.750 € totali, erogati in 5 rate annuali da 15.750 €.
Il meccanismo dell'accesso diretto e della prenotazione
Il CT 3.0 prevede due modalità di accesso in base all'importo del contributo richiesto:
| Importo contributo | Modalità | Tempistiche |
|---|---|---|
| Fino a 5.000 € | Accesso diretto semplificato | Comunicazione entro 60 giorni dal fine lavori |
| Da 5.001 a 100.000 € | Accesso diretto | Prenotazione facoltativa, comunicazione entro 60 giorni dal fine lavori |
| Oltre 100.000 € | Prenotazione obbligatoria | Prenotare prima dell'avvio lavori; incentivo erogato dopo verifica GSE |
La prenotazione per gli interventi più grandi è un passo critico: blocca la disponibilità del contributo prima di sostenere le spese, ma obbliga a realizzare l'intervento entro i termini previsti (tipicamente 24 mesi dalla prenotazione).
Cumulabilità: Conto Termico + Transizione 5.0 + detrazioni fiscali
La cumulabilità è uno dei punti di forza del CT 3.0, ma va gestita con attenzione:
- Conto Termico + credito d'imposta Transizione 5.0: cumulabili sullo stesso intervento, purché il totale non superi il costo dell'intervento. La logica è che i due incentivi fanno riferimento a metriche diverse (kWh per il CT, spesa per il 5.0).
- Conto Termico + detrazioni fiscali (es. ex-Ecobonus): generalmente non cumulabili sulla stessa spesa, salvo eccezioni previste dal decreto specifico.
- Conto Termico + bandi regionali: spesso cumulabili, ma ogni regione ha regole proprie. Verificare caso per caso.
- Conto Termico + de minimis: gli incentivi CT 3.0 non rientrano nel conteggio de minimis (sono aiuti compatibili con il mercato interno a norma dell'art. 108 TFUE), quindi non erodono il plafond da 300.000 €.
Errori frequenti nelle domande al GSE
Il GSE istruisce le pratiche con tempi lunghi e controlli rigorosi. Gli errori più frequenti che portano a rigetto o riduzione del contributo sono:
- Intervento iniziato prima della prenotazione (per le pratiche sopra 100.000 €): le spese sostenute prima della prenotazione sono non ammissibili senza eccezioni.
- Documentazione tecnica incompleta: schede tecniche dei componenti non rispondenti ai requisiti minimi di prestazione (es. COP insufficiente per le pompe di calore).
- Diagnosi energetica non certificata da tecnico abilitato: alcune tipologie di intervento richiedono una diagnosi preventiva firmata da un esperto in gestione dell'energia (EGE) certificato UNI CEI 11339.
- Errori nel calcolo del risparmio energetico: il GSE rivaluta i calcoli presentati; differenze superiori al 10% possono ridurre proporzionalmente il contributo.
Come Ok Bando monitora il Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è nel nostro catalogo con scheda dettagliata degli interventi ammissibili per settore ATECO. Poiché lo sportello è aperto fino al 2035 (salvo esaurimento anticipato della dotazione), il monitoraggio riguarda soprattutto le variazioni normative e le circolari GSE che modificano le aliquote di incentivazione. Ti avvisiamo quando cambiano le condizioni — è già successo tre volte con il CT 2.0 — così puoi pianificare il tuo intervento nel momento più favorevole.
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